martedì 26 marzo 2013

E’ severamente vietato dissentire da Celeste


Che Celeste non amasse la libertà di pensiero e di espressione era una cosa risaputa anche prima degli ultimi fatti accaduti di recente.
Era il dicembre 2011 e gennaio 2012 quando in maniera satirica evidenziavamo il suo essere intollerante a ogni forma di critica. Ma ora la situazione è precipitata.
L’aria che si respira in paese negli ultimi mesi è pesante, tesa : insopportabile. Celeste tutt’ora indagato a piede libero per corruzione, utilizza ogni strumento in suo possesso per contrastare e reprimere qualsiasi forma di dissenso nei suoi confronti. Da quando è stato liberato, dopo tre mesi di domiciliari, è diventato ancora più intollerante verso chiunque osi criticarlo.
E cosi Sedriano somiglia sempre più ad uno stato di polizia. Chi dissente dal podestà viene immediatamente catapultato nella nuova sezione punitiva del sito del comune denominata “Le news del Sindaco”. 

Già in data 17 febbraio avevamo raccontato quello che era successo alla sezione locale dell’ANPI, che aveva osato, il 9 febbraio u.s.,organizzare un convegno a Vittuone dove si parlava di mafia nel territorio, e inevitabilmente nella conferenza si era parlato anche di lui. Apriti cielo.
All’associazione partigiana era arrivata (e immediatamente pubblicata) una mail dal sindaco dove si chiedeva di rettificare quanto detto a Vittuone pena il non appoggio del comune alla celebrazione del 25 aprile. L’ANPI giustamente rispose evidenziando la propria indipendenza e libertà provocando così un’ulteriore e rabbiosa risposta da parte del caro Alfrè. Ora, qui stiamo attenti bene alle date. L’ultima risposta dell’ANPI è datata 25 Febbraio e protocollata il 26 alle ore 11.
Viene inoltrata, da parte del comune a tutte le associazioni locali una strana lettera. Questa lettera, datata 25 febbraio (strano e al quanto sospetto tempismo) diceva : Con la presente si comunica, che da un controllo effettuato nei locali messi a VS disposizione per le attività del sodalizio, si è accertato che lo stato di cura risulta essere piuttosto carente, (presenza di ragnatele, muri da imbiancare, pulizia del pavimento, ecc.)pertanto, si rammenta a tutti i CONCESSIONARI a voler mettere in atto quanto sottoscritto all’atto del rilascio dell’autorizzazione dei locali di proprietà comunale.(…) 
Inquietante e senza precedenti !

La sede in questione è condivisa da più associazioni tra cui l’ANPI. In oltre venti anni, dove si sono succedute diverse amministrazioni, non era mai, ripetiamo mai, accaduta una cosa del genere. C’è poi un punto che è particolarmente grave. L'articolo 26 del Regolamento d'uso delle strutture comunali infatti recita: “L'amministrazione comunale in persona del Sindaco, o suo delegato, o dei funzionari preposti, può in qualunque momento constatare il corretto uso delle strutture affidate ai concessionari”.
Tradotto, significa che l’ispezione in oggetto si poteva assolutamente effettuare, ma con il personale delle varie associazioni presente, in modo che si potessero (eventualmente) verificare le contestazioni dei funzionari comunali.
 Quindi è stata a tutti gli effetti un’ispezione e intrusione abusiva, senza nessuna preventiva comunicazione e senza la presenza di delegati delle associazioni. Si tratta dell'ennesimo clamoroso, grave ed intollerabile episodio di arroganza istituzionale.

Provate a pensare. Voi vivete in una casa in affitto con regolare contratto. La mattina uscite per andare a lavorare e la sera rientrando a casa venite a sapere che in vostra assenza e  senza nessuna preventiva comunicazione, il padrone di casa è entrato nell’abitazione (che naturalmente contiene cose e documenti personali), ha rilevato quello che secondo lui sono pecche, e senza possibilità di esprimere il vostro parere o punto di vista, vi fa anche un richiamo. Come prima cosa la vostra privacy va a mignotte. Secondo, solo in un regime accadono cose del genere.

Ma diciamocela tutta fino in fondo. Era solo un meschino pretesto, la lettera era sì indirizzata a tutte le associazioni (per non dare troppo nell’occhio e per non fare vedere che si trattava di vendetta), ma il vero destinatario della missiva era solo uno : l’ANPI.
Una punizione esemplare ?

Sinistra di Sedriano

4 commenti:

  1. Luca Casartelli26 marzo 2013 19:02

    Leggendo uno potrebbe pensare ad uno scherzo .. qualcun altro potrebbe usare il termine "pazzia" .. invece è perfetta lucidità.
    Non so quanto sia legale l'art.26 da voi citato ..
    di certo è quantomeno strano che non si possano fare innovazioni, che sono senza spese per il Comune ed a beneficio di tutti ..
    Ma fosse solo quello ..

    C'è da ribadire un concetto, che forse ai più sfugge.
    L'ANPI è una libera associazione nata dalla Resistenza PER la Resistenza, e non si fa tirare per la giacchetta da nessuno.

    Saluti.

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  2. fa pena il poveretto! Compatiamolo e contrastiamolo con le nostre armi, la ragione e l'intelletto...non si cava sangue dalle rape

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  3. Leggendo LE INFORMAZIONI RIPORTATE IN COPIA E INCOLLA BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO... NON NOTATE CERTE ATTINENZE ALLA VOSTRA REALTà? "Se c’è un paese che non ha infiltrazioni mafiose né mafiosi è Leinì”. Lo ha dichiarato oggi ai magistrati di Torino Nevio Coral, ex sindaco di Leinì, durante il maxiprocesso “Minotauro” contro la ‘ndrangheta che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Comune alle porte del capoluogo piemontese di cui è stato dominus incontrastato per più di un decennio, prima come sindaco poi passando lo scettro al figlio Ivano, è stato sciolto per mafia dal governo Monti nel marzo 2012. Secondo la procura Coral, arrestato nel giugno 2011 e oggi ai domiciliari, è stato una macchina da soldi per la ‘ndrangheta, che ha potuto così spartirsi appalti e subappalti nel Canavese e nei cantieri del suo gruppo industriale in cambio di pacchetti di voti. Un “biglietto da visita” da usare in banca per ricevere credito.

    Nell’aula bunker delle Vallette, l’imprenditore e politico di successo, noto anche come suocero e sponsor elettorale di Caterina Ferrero, ex assessore alla Sanità della giunta di Roberto Cota coinvolta in un’inchiesta su favori, mazzette e appalti, ha ripercorso con voce rotta la sua storia di self-made man, arrivato in Piemonte dal Veneto. “Ho la terza media, ho iniziato giovanissimo, ho vissuto in una baracca di legno”. Per lui, uomo di destra con una “particolarissima simpatia per Craxi”, l’avventura politica è iniziata quasi per caso, nel 1994, quando Forza Italia lo ha presentato come uomo nuovo dopo due anni di commissariamento del Comune, sciolto una prima volta nel 1992 per una mini tangentopoli che aveva portato in carcere alcuni assessori e il vice sindaco. “Ero il Grillo di tanto tempo fa, ma con i piedi per terra” racconta lui.......

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  4. ....siete sicuri che dalla sede non è stato sottratto nulla???'
    Controllate e denunciate... tutte le associazioni che usano quello stesso spazio dovrebbero farlo.....
    Non so se ridere o piangere..:)
    Lina Giordano

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