venerdì 27 marzo 2020

Non bisogna dimenticare: è importante ricordare

Da circa un mese a questa parte, siamo tutti impegnati nella convivenza forzata con questo coronavirus, aggressivo, subdolo, impalpabile e bastardo.
Si, bastardo perché si fa gioco delle nostre abitudini quotidiane, del nostro modo di vivere e delle nostre consuetudini.
Gli abbracci, le strette di mano, i baci, le carezze, sono banditi e solo in questa condizione si rivalutano i rapporti personali, quelli fisici; siamo stanchi, stanchi di vederci e parlarci attraverso uno schermo, grande o piccolo che sia.
Stanchi di sentirci attraverso un telefono, ci mancano gli odori, i profumi, la sensazione forte che la mano di un amico può dare, che prendere per mano una persona ci trasmetta amore e non paura. 
Ci manca il guardarci negli occhi e cogliere quelle sensazioni che uno sguardo, una smorfia, un mezzo sorriso, una ruga sul viso, ci rendono vivi e imperfetti e quindi umani.

Ci si preoccupa tutti dei più vulnerabili, dei già malati e di quelli che sono la nostra storia. 
I nostri anziani, nonostante tutto sono quelli che più si adattano, sfidando il tempo e la morte per accettazione. 
Loro che ricordano, avendole già vissute, privazioni, migrazioni, fame, distruzione, imposizioni, vessazioni e libertà negate, raccontano soprattutto la memoria del dolore che si contrappone alla vita che non si ferma mai, cosa che noi stiamo sperimentando e imparando solo ora.
Ma noi ci ricorderemo di quello che stiamo vivendo in questo periodo? Potremo dire: io c'ero ?

sabato 21 marzo 2020

Untori e il bisogno di odiare

Michele lavora in fabbrica. È una di quelle persone che non possono stare a casa. È stanco  psicologicamente e fisicamente. Esce dal lavoro, si ferma al semaforo rosso, ha giù il finestrino, si gode il sole e sente un urlo "stai a casa assassino! Dovete stare a casa sennò ci uccidete tutti!".
Si gira e dalla cascina che costeggia la strada, una tizia alla finestra sta gridando. Proprio rivolta a lui. La donna alla finestra l'ha visto fuori casa e la sua reazione è abbastanza violenta. Una persona che non lo conosce, che non sa nulla della sua vita, non sa perché è fuori casa, si sente in diritto di gridargli le sue frustrazioni dalla finestra. Non si sono mai viste prima ma lei, sicura tra le mura domestiche intenta a salvare il mondo, giudica lui, l'assassino fuori casa senza motivo. Non è l'unico caso. Il "restare a casa" è più di un obbligo dovuto a una misura governativa. È un discrimine morale. Fa la differenza tra la vita e la morte. E se esci diventi un assassino. In automatico.

lunedì 16 marzo 2020

L’autorità indiscutibile delle istituzioni

Con la scusa della crisi economica globale, precipitata dal 2008, abbiamo assistito a un sistematico attacco ai diritti dei lavoratori e alle libertà democratiche. 
Brevemente e solo per citarne alcuni: nel 2012 si attua la più gravosa e pesante riforma delle pensioni mai fatta in tutto il mondo (senza nessuna contestazione organizzata); nel 2015 si attua la “seconda fase” dell’abolizione dell’art. 18; nel 2016 assistiamo al tentativo di attacco alla Costituzione da parte di Renzi (fortunatamente non andato a buon fine); nel 2018/2019 i decreti Salvini che limitano le possibilità di manifestare…

venerdì 13 marzo 2020

Con SdS verso le comunali del 2021

L'anno prossimo i cittadini di Sedriano saranno chiamati alle urne e, come spesso accadde in queste occasioni, in paese incomincia a muoversi qualcosa. E' come se si dovessero aspettare le votazioni per potere far qualcosa di concreto per il paese, come se fosse solo questo il momento in cui “radunare persone” per riflettere sul così abusato “bene comune”
È come se magicamente, dal letargo di questi ultimi anni, ognuno si svegliasse con critiche, accuse, idee, progetti e voglia di mettersi in gioco.
Purtroppo è questa la realtà dei fatti. È solo in prossimità delle elezioni che incominciano a riapparire vecchi personaggi della politica locale, illustri pensatori, ipotesi di coalizioni e, quasi sicuramente più avanti, sedi territoriali di questa o quella lista politica. Tutto questo quanto dovrà durare? Giusto il tempo della campagna elettorale, per poter farsi vedere sul territorio, per poter dire “io/noi abbiamo fatto qualcosa di concreto per il nostro paese”, “ci siamo messi a disposizione”.

sabato 7 marzo 2020

Coma profondo, ma non irreversibile

Il Sig. Cipriani ha reso noto, urbi et orbi, dal suo sito istituzionale, che in data 22/02/2020 il "rudere" davanti all'ingresso dell'isola ecologica, stante l'impossibilità del suo ripristino,  è stato "finalmente" rimosso. 
Il rudere, parole sue, era la sbarra di ingresso azionata con la tessera magnetica del codice fiscale. 
Stava lì, in quelle precarie condizioni, da anni, quindi la responsabilità della sua "penosa" e incomprensibile esposizione, da illo tempore, è da attribuire interamente allo stato catatonico della sua Amministrazione. 
O vuoi vedere che anche questa differita rimozione è colpa dei suoi predecessori o di chissà chi altro? 

sabato 29 febbraio 2020

Ci sono angoli e "angoli"

"Un altro angolo di Sedriano che a breve riacquisterà dignità e decoro. Sono e saranno sempre i dettagli a fare la differenza."

Così ama auto-incensarsi periodicamente "Narciso Cipriani" sul suo profilo istituzionale riferendosi a banalissimi e doverosi interventi di routine.
Noi di SdS abbiamo segnalato e documentato più volte questa vergognosa situazione di degrado dovuta a luride ed illegali  abitudini di persone irresponsabili.
Segnaliamo quindi al sig.Cipriani che in quest'altro "angolo di Sedriano" esiste l'indegna e riprovevole situazione documentata dalle foto.
Il luogo si trova alle spalle della cascina Scaravella, lungo la stradina che costeggia l'alta velocità, in territorio sedrianese.
È vero, siamo lontani dal centro, dai giochini dei bimbi, dagli splendenti ed estensibili marciapiedi per amici, dai locali fronte parco tanto cari al salapuzio Cipriani.
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