venerdì 13 aprile 2018

Question time, questo sconosciuto

Il Question Time è stato inserito nel rivisto Regolamento del Consiglio Comunale approvato all'unanimità il 25/02/2016.

Cos'è, qual'è il suo scopo e funzione? Presto detto. Per tradurlo brutalmente dall'inglese è il tempo delle interrogazioni, vale a dire quella fase di una seduta parlamentare o di governo, nella fattispecie del Consiglio Comunale, nella quale vengono fornite delle risposte a delle domande precedentemente presentate in forma scritta al Sindaco, Assessori o ai Consiglieri.  

Un ottima cosa perchè consente a chiunque voglia porre delle questioni all'attenzione dell'amministrazione di poterlo fare ed in tempi ragionevolmente brevi.

Insomma si può, a buon diritto e a pieno titolo, considerarlo uno strumento di democrazia diretta.

Dopo oltre due anni, dalla sua introduzione, crediamo si possa fare una minimale valutazione circa il suo utilizzo.  

Cominciamo col dire che è stato "attivato" solo 4 volte: Pochine se pensiamo alla sua potenziale utilità: risposte dirette e che dovrebbero essere pertinenti ed esaustive. Dunque se non viene largamente impiegato ci sarà qualche ragione.
Forse non è sufficientemente conosciuto, fatto salvo per i soliti addetti ai lavori e dunque sarebbe il caso di renderlo noto ai più.
Forse la cattiva politica degli ultimi anni ha volutamente disincentivato la partecipazione dei cittadini alla vita politico/amministrativa e quindi la democrazia rappresentativa si è trasformata in quella delegata, certamente più comoda, ma anche la più rischiosa per tutti e dai risultati discutibili e contraddittori.   

Da parte nostra auspichiamo venga utilizzato più largamente e con maggiore frequenza e per renderlo un pochino più democratico suggeriamo delle piccole modifiche.     

Ridurre i giorni di inoltro della richiesta, dagli attuali 10 giorni dalla convocazione del Consiglio Comunale a 5, per consentire la discussione di problematiche contingenti. 

Cancellare l'indicazione del numero delle domande da porre, ora di una sola  - anche se il precedente della signora Caon ha "de facto"  consentito superare il limite previsto - con un massimo di tre per ogni Question Time; se di democrazia si tratta non pensiamo ne vogliamo quella dei numeri. 

Uniformare, per una intuibile pariteticità i tempi delle domande e delle risposte. 

Introdurre l'obbligatorietà di inoltro preventivo, a chi intende avvalersi del Q.T., delle risposte che verranno fornite nella seduta del Consiglio Comunale, per verificare in tempo utile l'adeguatezza e l'approfondimento degli argomenti proposti in discussione, questo gioverebbe a tutti ed è quello che in ultima analisi servirebbe. Chiarire, motivare, condividere scelte, indirizzi, orientamenti dell'Amministrazione con la cittadinanza nel modo più trasparente possibile.
Non è poca cosa. 


PS. Di seguito la proposta di modifica al regolamento comunale inviata -mediante PEC - a tutti i consiglieri comunali in data 13 aprile 2018. 

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