Solitamente
le elezioni Eruopee in Italia servono ai partiti esclusivamente per misurare il
proprio peso politico. Questa volta
invece, assumono un significato importantissimo: rappresentano l’ultima chance
per cambiare veramente il verso della politica europea, dettata dalle banche e
dalla Merkel.
L’Eurozona è sull’orlo di un collasso. Questo non è
dovuto all’Euro in sé, ma alle politiche di austerità che, anziché supportare
la moneta unica, l’hanno indebolita. Purtroppo, questi atteggiamenti hanno indebolito
anche la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea e il percorso di
integrazione dell’Europa.
È la
disuguaglianza che stimola l’euro-scetticismo. E’ necessario abbandonare l’austerità
e recuperare la democrazia. La diversità nelle istituzioni nazionali non è
tollerata, e l’imposizione delle regole è la pietra fondante delle leggi
approvate dalla Commissione Europea per incrementare il controllo economico
sull’Eurozona. La Merkel in Germania,
insieme all’élite burocratica di Bruxelles, tratta la solidarietà sociale e la
dignità umana come ostacoli economici e la sovranità nazionale come un
fastidio. L’Europa è costretta a indossare la camicia di forza dell’austerità,
delle disciplina e della deregolamentazione.
Peggio
ancora, rischia una “generazione perduta”, quella della sua popolazione più
giovane, talentuosa e promettente. Questa non
è la nostra Europa: è solo l’Europa che vogliamo cambiare.
Vogliamo
un’Europa al servizio dei bisogni umani invece che piena di paura della
disoccupazione, della disabilità, della vecchiaia e della povertà, che
distribuisce guadagni ai ricchi e paura ai poveri, che serve le necessità dei
banchieri. Bisogna riunire l’Europa e ricostruirla su basi democratiche e
progressive. E’ necessario ridare priorità alla democrazia, perché l’Unione Europea sarà democratica o
cesserà di esistere. E per noi, la Democrazia non è negoziabile.





