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sabato 19 giugno 2010

"Appena nato già sfrattato". La risposta del Sindaco e la nostra replica.

Riceviamo e pubblichiamo la risposta del Sindaco
“Abbiamo cercato in tutti i modi di tutelare la famiglia e i colloqui intercorsi con la proprietà lo dimostrano. Ma quest’ultima, nonostante un benefattore che avrebbe corrisposto gli arretrati e l’impegno del Comune che si sarebbe reso garante per il pagamento dei ratei futuri dell’affitto, ha deciso di non poter far altrimenti e con serie motivazioni, da qui lo sfratto conseguente. Noi non possiamo che prendere atto di questa decisione rispettando le libertà di tutti.”. Il Sindaco Alfredo Celeste è intervenuto per precisare il ruolo del Comune nella triste vicenda della donna, madre di quattro figli, disoccupata e in una situazione famigliare complessa, che si è ritrovata sfrattata. “Ci siamo adoperati -aggiunge il Sindaco-, visto che non disponiamo di case da assegnare, ad assicurare alla famiglia una soluzione compatibile con l’urgenza della particolare situazione: struttura di accoglienza e albergo. Riteniamo che quello che abbiamo fatto soddisfi i criteri di umanità e risponda a quanto la funzione ci ha consentito. Noi facciamo tutto quello che le possibilità ci permettono per aiutare e tutelare le famiglie”. L’idea prospettata di destinare in sede di redazione del piano di governo del territorio una quota di alloggi da assegnare alle famiglie bisognose non trova pregiudizialmente contraria l’Amministrazione comunale. “Siamo solo alla fase iniziale del Pgt - conclude il primo cittadino- e una previsione certa allo stato non è fattibile. Tuttavia eventuali previsioni per i casi di persone in difficoltà si potranno fare solo alla fine del procedimento”.

La nostra replica
Egregio Sindaco,
La situazione a livello di territorio è drammatica dal punto di vista abitativo.
Sono decenni che non si costruiscono più alloggi popolari, contro una crescita che ci ha portato, dati 2005 ad una popolazione dei comuni del magentino di 116.239 abitanti:
Contro un patrimonio di alloggi pubblici nel territorio di 1224 appartamenti ed una domanda inevasa dati 2006/2007 di 418 famiglie, dal grafico sotto riportato si evince che Sedriano nella tristezza generale è comunque secondo solo a Magenta, 210 alloggi con 67 famiglie in attesa di un alloggio, dati 2006/2007, ora la situazione è sicuramente peggiorata.
Nell’ ultimo anno la precedente amministrazione aveva messo in vendita una parte del patrimonio edilizio comunale, non per dismettere ma per dare la possibilità a molti cittadini che l’avevano richiesto, di diventare proprietario di casa ad un prezzo interessante che, ha consentito di aggiungere altri risparmi per la manutenzione e la rivalutazione del proprio investimento, che altrimenti avrebbe dovuto fare il comune.

Occorre però investire queste entrate per acquisire nuovi alloggi pubblici, ci sono appartamenti nuovi invenduti a macchia di leopardo nel nostro comune, che potrebbero essere acquistati a prezzi interessanti, non è un caso che questa crisi ha praticamente bloccato il mercato immobiliare, il peso delle case non vendute è ormai insopportabile per gli imprenditori immobiliari ed una iniziativa di questo genere consentirebbe se fosse considerata una buona pratica, quindi fatta in tutti i comuni del territorio, un contributo concreto al rilancio dell’economia, oltre che un toccasana per le famiglie in difficoltà.

Nella tabella si evince che nel territorio ci sono anche 2164 alloggi sfitti di cui 220 a Sedriano, da anni a livello nazionale si parla di aliquota fissa al 20% sugli affitti, questo consentirebbe emersione di contratti in nero, ma anche maggiore convenienza ad affittare, ma Tremonti parla di emersione dell’avasione ma in concreto ha solo ripristinato le misure del governo Prodi e recuperato un magro 5% ai soliti furbi premiandoli con l’ennesimo condono.
L’amministrazione per gli alloggi vuoti, potrebbe congelare l’ici per gli anni coperti da regolare contratto di affitto a canone calmierato, dando anche un contributo economico nel caso in cui il contratto di affitto sia fatto a favore di nuclei familiari iscritti nella graduatoria comunale per l’assegnazione di alloggi popolari.

Egregio Sindaco non mettiamo in dubbio la sua buona fede su questa vicenda, ma chiediamo a gran voce che questa amministrazione si faccia carico di questo problema.
Sinistra di Sedriano molto modestamente formula delle proposte, non siamo detentori di verità, ma nella sua risposta, non se ne abbia a male riscontriamo un atteggiamento; “fatalista ed attendista” non è così?
Dimostri con una serie di iniziative su questo problema che non è vero, noi ammetteremo più che volentieri che ci siamo sbagliati.

Sinistra di Sedriano

martedì 9 marzo 2010

Rifondazione Comunista denuncia un grave atto intimidatorio subìto durante una regolare iniziativa elettorale al Mercato Comunale di Sedriano

Quello che sta succedendo nel nostro paese negli ultimi tempi è a dir poco inquietante, episodi xenofobi e razzisti nei confronti di persone straniere, rifiuto da parte del Sindaco di celebrare Matrimoni civili, assessori che epurano la presentatrice della banda musicale comunale solo perchè quest’ultima è un consigliere dell’ opposizione, e infine l’episodio di sabato: qua stiamo andando oltre ogni regola civile, siamo ancora sicuri che a Sedriano ci sia una giunta democratica?

Sabato mattina 7 marzo 2010 al mercato comunale di Sedriano, durante il presidio elettorale di Rifondazione Comunista si è verificato un fatto molto inquietante che ci riporta alla mente tristi episodi del ventennio fascista.

Nel nostro spazio assegnatoci dal Comune, abbiamo esposto una serie di cartelli del Comitato a difesa dell’acqua pubblica di Cornaredo recanti la frase: "Governo Ladro! Pdl e Lega rubano l'acqua ai poveri per darla ai ricchi". A cinquanta metri dal nostro presidio, c’era quello della Lega Nord. Il Vice Sindaco Adelio Pivetta (Lega Nord), che, confondendo il suo ruolo istituzionale con quello di politico locale, avvisava la Polizia Municipale di intervenire tempestivamente per far rimuovere i nostri manifesti. Così, si è presentato un dirigente della polizia Municipale con un suo assistente (che effettuava rilievi fotografici sui cartelli!), il quale ci riferiva (avendo già Lui contattato il comandante dei Carabinieri di Sedriano) di togliere questi manifesti in quanto potevamo essere denunciati con il reato di diffamazione. Al ché noi ci siamo rifiutati poiché la Costituzione Italiana tutela tuttora la libertà di pensiero (Articolo 21), e abbiamo evidenziato che se qualcuno si sentiva offeso, questo qualcuno poteva liberamente procedere tramite le autorità giudiziarie preposte a fare denunzia (come previsto dalla nostra legge), e solo e soltanto una sentenza emessa da un giudice poteva dirci se stavamo o meno commettendo un reato (parliamo sempre in uno Stato democratico e garantista) .

Con questo atto, il Vice Sindaco con deleghe alla polizia municipale ci voleva intimidire, probabilmente stava semplicemente applicando i suoi ideali democratici “Padroni a casa nostra”... Quello che è accaduto a Sedriano è un fatto mai successo prima, o meglio, successo si, ma durante il regime fascista.

Ricordiamo che le regole democratiche valgono per tutti e non solo per alcuni. Nel 2006, durante il governo Prodi, la Lega Nord tappezzò tutta Sedriano (e tutta L’Italia) con manifesti che recitavano testuali parole : Padania contro Roma Ladrona (dove Roma Ladrona è sinonimo di Governo, Stato); Con La Lega contro Roma Ladrona; ecc..(basta andare su internet e se ne trovano molti altri ancora). Questi sono solo alcuni esempi, di come anche loro utilizzavano spesso l’espressione “Governo Ladro” o relativi sinonimi, ma all’epoca a Sedriano vi era un’amministrazione comunale realmente democratica che mai e poi mai, ha inviato la polizia comunale in veste di polizia Politica ad intimidire o minacciare i Leghisti di eliminare questi manifesti, o ad indicare cosa esporre nei propri presidi. Adesso bisognerà chiedere il permesso al vicesindaco signor Pivetta? Noi siamo indignati di quello che è accaduto, che prontamente abbiamo reso pubblico a tutti i mezzi di informazione locale e nazionale, e lo faremo anche nelle sedi opportune, poiché fatti del genere devono essere denunziati in una repubblica democratica quale dovrebbe essere la nostra.

E per questo motivo Signor Sindaco, che noi esigiamo da Lei una sua spiegazione di quello che è accaduto, dell’uso della polizia locale da parte del vice Sindaco, nonché una presa di posizione (visto che Ella volente o nolente rappresenta tutti i cittadini di Sedriano e non solo un partito che si vanta di essere “Baluardo e Custode della libertà”) su questo incredibile episodio che lede addirittura la libertà di pensiero dei suoi concittadini. Sperando che fatti del genere non si verifichino mai più nel nostro paese,
porgiamo distinti saluti.

A cura del Circolo PRC "Rachel Corrie" di Sedriano
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